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Partecipazione e autenticità: parole d'ordine per destinazioni vincenti.

La destinazione turistica efficace è sempre più identificata con quel territorio che costruisce la propria proposta turistica insieme ai residenti (dando per scontata la partecipazione degli operatori!). Infatti per un turismo sempre più orientato all’esperienza (quindi non più solo alla visita o al soggiorno), non si può più prescindere da un “clima” diffusamente autentico, coinvolgente in ogni aspetto e quindi partecipato. Ancora più chiaramente va detto che attira sempre meno un prodotto turistico artificioso e “costruito” per l’occasione; questo accade perché il turista è sempre più consapevole e alla ricerca di esperienze autentiche, che raccontino la genuinità del luogo e delle persone. Può accadere facilmente che il coinvolgimento attivo di operatori e residenti può dare origine a iniziative e forme di approccio atipiche ma, se genuine, anche più efficaci degli standard teorici, proprio perché caratterizzate dalla unicità; esattamente ciò che viene ricercato dal turist...

Stranieri in Abruzzo: 33% in meno della media nazionale.

Secondo i dati elaborati e presentati dal CRESA, nel 2013 in Abruzzo gli stranieri hanno sviluppato solo il 14% delle presenze. In Italia la media è del 47% circa! Sarebbe molto interessante, oltre che doveroso, analizzare cause e rimedi di quello che, a ben vedere, è molto più che un campanello di allarme per la salute della regione e, si badi bene, non solo per il turismo. Sembra evidente che per quanto riguarda il ruolo degli enti si dovrebbe avere il coraggio di finirla finalmente con piccoli interventi improvvisati, disorganici e di brevissimo termine, che soddisfano pochi, e quei pochi anche in modo effimero. Bisognerebbe anche smascherare quelli che falsamente vengono definiti “interventi organici” che nelle premesse hanno tutti i migliori requisiti per funzionare e poi nella pratica si riducono di nuovo al vecchio meccanismo che guarda solo al brevissimo termine: quello del mandato del politico di turno. Oggi i dati certificano che si è molto, molto indietro ris...

Turismo e smartphone.

Il 63% delle persone che posseggono uno smartphone, lo usa per accedere in internet ogni giorno. Questo dato è particolarmente importante perchè quasi la metà della popolazione europea possiede un dispositivo mobile connesso a internet. Come incide questo nell'attività di un operatore turistico? A questo proposito si deve considerate che gli accessi al web da dispositivo mobile avvengono principalmente, oltre che da casa, in viaggio al bar o in una caffetteria, sul luogo di lavoro, al ristorante, in un negozio, su un mezzo di trasporto pubblico. Quindi nella maggior parte dei casi gli accessi avvengono in contesti direttamente coinvolti nel turismo. A questo si deve aggiungere che l'84% degli utilizzatori di smartphone effettua ricerche proprio dal dispositivo mobile e, cosa ancora più incidente per il turismo, il 92% usa lo stesso mezzo per ricerche relative al territorio. E' evidente quindi l'attenzione che gli operatori turistici devono portare verso il mondo delle...

Certificazione di qualità: occasione o intralcio?

Capita spesso che le piccole e medie imprese turistiche percepiscano la certificazione di qualitá come una procedura avulsa rispetto alla operativitá quotidiana, qualcosa in più da fare mentre si è impegnati nell'abituale lavoro orientato al cliente. Quasi sempre le procedure e la relativa  documentazione vengono vissute dagli operatori come esercizi noiosi e poco utili che vanno a turbare la consolidata prassi aziendale se non addirittura ad intralciarla. Di conseguenza lo sforzo del management e l'impiego di risorse, spesso in parte pubbliche, vengono in gran parte sacrificati nel tentativo di far sussistere artificiosamente un sistema "parallelo" alla routine aziendale, quando qesta ha invece un potenziale semplificativo e miglorativo eccezionale. A patto che sia effettivamente implementato. In effetti a tutte le piccole imprese sarebbe utilissimo acquisire la “filosofia” dell'approccio per processi che è il presupposto della cerificazione di qualitá...

Il marketing è pubblicità... O no?

L’equivoco è all’ordine del giorno, almeno nella generalità dei casi in cui il termine marketing viene usato dai non “addetti ai lavori”.  Questa constatazione, lontana dal voler dare origine ad un trattato accademico, nasce da esperienze sul campo, fatte nel settore turistico ma riscontrate anche nel commercio, nella produzione di beni e nelle attività associative. Purtroppo accade che nell’opinione diffusa questa inesattezza, proprio perché così dilagante, diventa quasi un assunto che condiziona anche chi si avvicina al marketing per necessità operativa. Gli esempi più concreti e più diffusi riguardano liberi professionisti, o titolari di piccole imprese (ma non solo) che, avendo la necessità di lanciare o rilanciare la loro attività, si decidono a “fare del marketing” riducendosi in realtà a trattare di promozione . In realtà la promozione non è che una parte del marketing.  Estremizzando un po’ potremmo definirla quasi una delle conseguenze operative del mark...

Facciamo marketing territoriale. Ne abbiamo bisogno.

Se un territorio non dispone di un prodotto reale, attraente, competitivo, identitario, con caratteri di unicità, non ha nulla di significativo da comunicare, nulla di attraente da proporre, nulla da vendere. Si deve considerare infatti che al di là di casi eccezionali il PRODOTTO TURISTICO non è più soltanto il bene ambientale puro e semplice: montagna, lago, storia, monumento.  Nel Marketing turistico moderno, il PRODOTTO è l'occasione concreta che si offre per vivere una esperienza unica, autentica, interessante.  Questa esperienza è proponibile quando si riescono a combinare e comunicare efficacemente i vari elementi che concorrono a renderla possibile, fruibile e caratterizzata sia per le caratteristiche proprie che per il modo con cui il tutto viene comunicato.  Quindi prima di avventurarsi nella promozione (che pone questioni su come comunicare) è fondamentale definire il Prodotto-Esperienza (che attiene al cosa comunicare) il quale deve scaturire d...

Turismo russo: boom a Firenze. E poi?

Nel 2012 a Firenze si è registrato un incremento dei turisti russi pari al 52%!   E' un segnale interessante che andrebbe letto con attenzione poichè se è vero che questo viene da una meta "classica" del turista straniero in Italia, è altrettanto vero che, come dimostrato in passato dal turista giapponese, è possibile assistere nel tempo ad una evoluzione del gradimento del nostro paese che può tradursi in interesse per mete alternative , di una Italia da scoprire. Viste le particolari esigenze dei russi, le loro usanze e abitudini in casa e fuori (a volte molto diverse dalle nostre come constatammo anche con i giapponesi), oggi il messaggio potrebbe essere questo: destinazioni minori preparatevi ai turisti russi !