Generalmente gli investimenti nel turismo hanno la prerogativa di dare risultati a medio e lungo termine e questo per un "politico postmoderno" non è concepibile perché pensa sempre alle prossime elezioni piuttosto che alle prossime generazioni. E' per questo che di fronte al gap che il nostro sistema di offerta turistica sta accumulando si preferisce investire in operazioni a riscontro immediato (per il politico ovviamente). Questo spiega anche perché in merito al turismo il politico è più propenso ala parola che alla programmazione orientata al marketing. I risultati di questa aberrazione sono due: 1) investimenti inutili (depliants, guide e portali web fatti male, opere non funzionanti, ecc.) 2) dirottamento di risorse su settori elettoralmente più appaganti. A questi si aggiunge uno stucchevole fiume di parole al vento. In questo fosco quadretto un punto di luce c'è: sono gli operatori che uscendo dai loro steccati riescono a perdere ogni giorno qualco...