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Il turismo oltre gli steccati degli orticelli

Generalmente gli investimenti nel turismo hanno la prerogativa di dare risultati a medio e lungo termine e questo per un "politico postmoderno" non è concepibile perché pensa sempre alle prossime elezioni piuttosto che alle prossime generazioni. E' per questo che di fronte al gap che il nostro sistema di offerta turistica sta accumulando si preferisce investire in operazioni a riscontro immediato (per il politico ovviamente).

Questo spiega anche perché in merito al turismo il politico è più propenso ala parola che alla programmazione orientata al marketing.
I risultati di questa aberrazione sono due:
1) investimenti inutili (depliants, guide e portali web fatti male, opere non funzionanti, ecc.)
2) dirottamento di risorse su settori elettoralmente più appaganti.
A questi si aggiunge uno stucchevole  fiume di parole al vento.

In questo fosco quadretto un punto di luce c'è: sono gli operatori che uscendo dai loro steccati riescono a perdere ogni giorno qualcosina di proprio (forse) per guadagnare (di sicuro) una logica di sistema forte, incisiva, risolutiva.
Basta volerlo ridipingere questo quadro!

Commenti

  1. Egregio sig. Diamanti, interessante la sua riflessione sul "ridipingere questo quadro". Il problema dell'Abruzzo (in particolare) sta proprio nel fatto che l'intenzione di fare DEVE partire dalla politica, in modo che ogni operatore può crogiolarsi sul fatto che non lavora a causa della solita politica (ed ormai questo è un must!). Sono un operatore di Castel del Monte (ci siamo conosciuti presso la sede del parco nazionale del gran sasso, sui tour operator tedeschi) e le dirò che più stufo di me di questo modo di pensare forse non lo troverà! Ma nel contempo non possiamo neanche cercare un'unione fra noi operatori, perché a differenza del nord Italia, qui ognuno pensa solo ed esclusivamente al proprio campanile (fra l'altro lo si fa anche in modo errato...). Ennesima riprova di questo? Proprio l'incontro del Parco sui tour operator, dove il direttore non fa che ripetere che "il Parco NON svolge attività commerciali o di promozione territoriale" (parole di Maranella) allora perché c'è il Parco? E' utile solo per porre vincoli? Possibile che il Parco non possa nemmeno essere promosso commercialmente? Io credo che il Parco debba pensare al Parco, facendo opera di manutenzione del proprio territorio (inutile citare la sentieristica oramai inesistente, l'ippovia che è solo sulle cartine ma non nella realtà, ecc...), ma su queste tematiche non possono lavorare gli operatori, poiché l'ente preposto (il Parco appunto) bloccherebbe qualunque iniziativa privata di ripristino del territorio (del Parco).
    Per non parlare della Regione con la grande idea delle PMC/DMC, che prevedono sì che siano gli operatori a lavorare e gestire il denaro, ma anche che gli operatori si uniscano in Consorzi (e quindi con le relative spese da sostenere e la creazione di un fondo consortile), realizzino progetti (che hanno sempre un costo), li presentino all'Ente Regione che probabilmente li finanzierà (ovvero chi viene escluso perde il proprio denaro e basta) e gli esclusi saranno tantissimi poiché 10 milioni di euro per una regione come l'Abruzzo sono davvero pochini, ed è quindi ovvio che l'appannaggio del denaro sarà di quei consorzi facenti parte dei territori da cui provengono quegli stessi "politici" che hanno stanziato detti fondi... D'altronde si è risanata la sanità della Provincia di Teramo con i soldi destinati alla ricostruzione di L'Aquila, figuriamoci se non si può speculare sugli operatori dell'intera Regione. E comunque sono sempre gli stessi a pagare, in questo caso i turisti e noi operatori che abbiamo speso i soliti denari per non avere di nuovo nulla in cambio!
    Vuole la mia opinione? Se ogni Ente pubblico ed operatore privato pensasse esclusivamente all'attività cui è deputato, tutto andrebbe a gonfie vele! Se i Comuni (come tutti gli enti pubblici) pensassero ai servizi primari cui dovrebbero pensare (immondizia, manutenzione stradale, gestione amministrativa del territorio, ecc...), possono tranquillamente lasciar gestire il turismo agli operatori e/o alle associazioni (prenda le Pro Loco, esistono per questo!). Invece il turismo è un terreno fertile di voti, quindi non si può lasciar gestire a chi di voti non ha alcun bisogno...

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