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Cultura e turismo: separati in casa.

Un'anno e mezzo fa su questo blog mi è capitato di affrontare la questione dell'integrazione amministrativa e quindi operativa tra i settori cultura e turismo.
In queste ultime settimane la riflessione si ripropone in tutta la sua drammaticità per effetto dei tagli ai fondi pubblici destinati alle attività culturali.

Insomma, dati alla mano, "da una parte abbiamo un potenziale di sviluppo (i beni culturali) in grande difficoltà e dall'altra un'interesse per quel potenziale (da parte di turisti, specialmente stranieri !) che potrebbe mitigare le criticità di cui il potenziale stesso soffre ma che non viene assecondato. 

In termini di marketing: domanda e offerta non si incontrano.

Il motivo principale è che la gestione amministrativa del settore turistico e quello culturale pur abitando nella stessa "casa" spesso vengono tenuti divisi e a volte in contrapposizione: assessorati, direzioni, agenzie, enti, sono quasi sempre o del turismo o della cultura.

Questo fatto, grave dal punto di vista metodologico, crea barriere fra due mondi che dovrebbero essere in sinergia perfetta, in comunicazione e scambio costante, in proiezione unitaria vero una comune meta.

Fino a quando questo pacchiano errore metodologico non verrà colmato a livello pubblico, sarà improbo e in gran parte inefficace lo sforzo di persone di buona volontà che cercano continuamente di colmare le distanze tra cultura e turismo, cercando con grande sforzo di dimostrare che i due mondi sono complementari e sussistono l'uno in funzione dell'altro.